"So che morirò, ma non ci credo", Cimitero della Confraternita della Misericordia
Il cimitero è un luogo in cui sussiste un’ambiguità della memoria: si celebrano le persone amate, anche se il loro ricordo appartiene a luoghi diversi.
L’ambiguità emozionale del cimitero è riportata nel progetto attraverso il disegno di un grande spazio vuoto, per suscitare nel visitatore una sensazione di alienazione.
Il vuoto, come una piazza, è definito da loculi, servizi e spazi verdi che compongono uno spazio dechirichiano di attesa.
Il progetto vuole riportare il cimitero alla sua sacralità e compostezza. Il muro di cinta unisce il nuovo e l’esistente, contenendoli in uno spazio quadrato e armonioso. La nuova espansione è progettata su una griglia di 6 × 6 m, la cui modularità e la ripetizione degli elementi creano un’armonia formale che genera una sensazione di quiete. Alla modularità e alla compostezza architettonica della piazza si contrappone una fascia verde non strutturata, dedicata al rito del rilascio delle ceneri.